domenica 6 marzo 2022

Dai "Canti Ciprii"

 «Erano un tempo innumeri le stirpi
degli uomini che Gea dall'ampio petto
portava, e Zeus vide e n'ebbe pietà
e nel cuore suo accorto egli decise
di sollevare l'ampia terra dalla pletora
d'uomini, suscitando guerra in Ilio
d'aspra contesa affinché il peso
di morte la facesse più deserta.
Ed in Troia morivano gli eroi,
alto consiglio di Zeus s'adempía.»
(Fr. 1 W.)

«Ed ella s'abbigliò di vesti che
le Cariti e le Ore avevan fatto
e tinto in fiori della primavera
- come quelli indossati dalle Ore -
in croco e giacinto e dolce viola
e in rose dalla bella fioritura,
sì dolci e deliziosi, e, gemme auree,
i fiori del narciso e del giglio.
Di tali capi profumati, veste
in tutte le stagioni Afrodite.
Allora Afrodite che ama il riso
e le sue ancelle tessevan corone
profumate di fiori della terra
e le metteano in testa: ed ecconciate
le dee, le Ninfe e le Grazie e anche
Afrodite d'oro, mentre cantavano
dolcemente sull'Ida molto acquoso.»
(Fr. 7 W.)

«E dopo di essi diede alla luce
un terzo figlio, Elena, un portento
per gli uomini, che, bellicosa, Nemesi
una giorno partorì unita a Zeus,
il re dei numi, in amor violento.
Ella cercava di scappare e, infatti,
non volle unirsi al Cronide padre
Zeus, perché vergogna e indignazione
le punsero il cuore: e per questo
fuggì dalla terra e dall'infruttuosa acqua scura.
Ma Zeus sempre la inseguiva e bramava
in cuor di catturarla. Ora lei prendeva
di un pesce forma e si affrettava sull'onde
del mar ruggente, e ora sull'Oceano
e sui confini più lontani della Terra,
e ora si affrettava sulla terra
arata, trasformandosi pur sempre
in creature mostruose, per sfuggirgli.»
(Fr. 8 W.)



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