domenica 28 novembre 2021

Da Matrone di Pitane, "Banchetto Attico"

«Ed anche ivi giungea Teti d'argento,
la figlia di Nereo
e poi le seppie
di trecce bionde, e, con voce umana,
la dea ittica
che distinguere sa bianco dal nero.
E vidi Tizio,
il glorioso grongo di palude,
sdraiato in casseruola: esso giacea
su nove tavolini. E sulle orme
di lui ancora giunse la dea pesce
di bianche braccia, lei, l'anguilla, che
si vantava di esser stata amata
tra le braccia di Zeus, dal Lago Copais,
casa della tribù delle anguille
selvatiche. Era enorme, e due eroi
che aveano gareggiato dentro i giochi,
quali ad esempio Antenore e Astianatte,
in grado non sarìan di sollevarla
con gran facilità su di un carrello.»
(vv. 33-45)

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