«Ed ora cantate la stirpe delle donne, o melodiose
Muse d'Olimpo figlie dell'egioco Zeus,
quelle che allora vivevano assai virtuose e belle in terra
e la cintura slacciaron a causa di Afrodite aurea
e, congiunte con dèi, figli simili a dèi procrearono.
Infatti allora in comune erano le mense, in comune le riunioni
sia per gli dèi immortali che per gl'uomini mortali;
e tuttavia non ugual spazio di vita, come per gli dèi immortali,
fruivano uomini e donne e questi, sempre alla morte
guardando nell'animo, perivano per la vecchiaia lor assegnata.
Gli uni lungamente duravano a guardare la luce del sole,
vigorosi giovanilmente, gli altri subito, traversando le porte d'Ade,
gli immortali decidevano che lasciassero la fresca età di gioventù.
Di tali donne ditemi la stirpe e la prole luminosa,
a quante si congiunse l'Olimpio Zeus voce altisonante,
seminando figli rapidi e figlie belle,
con quali si congiunse in letto nuziale Poseidone,
con quante si congiunse Ares e Febo Apollo,
ogni qualvolta che li soggiogava l'amor d'una donna bella cintura,
a quante si stese accanto Efesto, lo Zoppo,
a quali a sua volta si unì Ermes Argifonte
e con quante si congiunse la forza d'Eracle.»
(Fr. 1 M.-W.)
Muse d'Olimpo figlie dell'egioco Zeus,
quelle che allora vivevano assai virtuose e belle in terra
e la cintura slacciaron a causa di Afrodite aurea
e, congiunte con dèi, figli simili a dèi procrearono.
Infatti allora in comune erano le mense, in comune le riunioni
sia per gli dèi immortali che per gl'uomini mortali;
e tuttavia non ugual spazio di vita, come per gli dèi immortali,
fruivano uomini e donne e questi, sempre alla morte
guardando nell'animo, perivano per la vecchiaia lor assegnata.
Gli uni lungamente duravano a guardare la luce del sole,
vigorosi giovanilmente, gli altri subito, traversando le porte d'Ade,
gli immortali decidevano che lasciassero la fresca età di gioventù.
Di tali donne ditemi la stirpe e la prole luminosa,
a quante si congiunse l'Olimpio Zeus voce altisonante,
seminando figli rapidi e figlie belle,
con quali si congiunse in letto nuziale Poseidone,
con quante si congiunse Ares e Febo Apollo,
ogni qualvolta che li soggiogava l'amor d'una donna bella cintura,
a quante si stese accanto Efesto, lo Zoppo,
a quali a sua volta si unì Ermes Argifonte
e con quante si congiunse la forza d'Eracle.»
(Fr. 1 M.-W.)
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