«1.
Mia tomba, mie Sirene e urna luttuosa
che tieni le magre ceneri d'Ade,
dai un arrivederci a coloro che passano
siano essi concittadini o d'altri Stati,
e che questa tomba tiene me, una sposa. Di’ anche questo,
che mio padre mi chiamò Bauci, e che la mia famiglia
era di Teno, così che essi sappiano, e che la mia amica
Erinna scolpì questo epitafio sulla mia tomba.
2.
Sono la tomba di Bauci, giovane sposa, e mentre passi
accanto alla molto lamentata epigrafe possa tu dire ad Ade:
'Sei crudele, o Ade'. Quando guardi, le belle lettere
ti diranno il crudelissimo fato di Bauci,
come suo suocero accese della fanciulla la pira funeraria
con le torce sulle quali cantò l'Imeneo.
E tu, Imeneo, cambiasti il bel canto di nozze
nel lamentoso suono delle lamentazioni.»
(AP, VII 710 e 712)
Mia tomba, mie Sirene e urna luttuosa
che tieni le magre ceneri d'Ade,
dai un arrivederci a coloro che passano
siano essi concittadini o d'altri Stati,
e che questa tomba tiene me, una sposa. Di’ anche questo,
che mio padre mi chiamò Bauci, e che la mia famiglia
era di Teno, così che essi sappiano, e che la mia amica
Erinna scolpì questo epitafio sulla mia tomba.
2.
Sono la tomba di Bauci, giovane sposa, e mentre passi
accanto alla molto lamentata epigrafe possa tu dire ad Ade:
'Sei crudele, o Ade'. Quando guardi, le belle lettere
ti diranno il crudelissimo fato di Bauci,
come suo suocero accese della fanciulla la pira funeraria
con le torce sulle quali cantò l'Imeneo.
E tu, Imeneo, cambiasti il bel canto di nozze
nel lamentoso suono delle lamentazioni.»
(AP, VII 710 e 712)
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