«Ti saluto, Roma, figlia del dio della guerra,
regina aureocinta con mente battagliera,
che abita sulla Terra santa del monte Olimpo
mai violato.
Tu sola, antica, hai avuto dal Fato
regola infrangibile e gloria rivamapata,
e tu sola, con la potenza del tuo capo, puoi
agire come una guida.
Sotto il tuo giogo, sotto i tuoi possenti calzari
il seno della terra è legato e l'oceano spumoso
è stretto. Ma tu guidi con il timone del timoniere
le città e le loro popolazioni.
La lunghezza eterna del Tempo viaggi per te intoccata;
il tempo ricostruisce tutta la vita ora al tuo fianco;
Tu sola vedi la brezza dell'impero dietro di te
che brilla immutabile.
Perché davvero tu sola, di tutte le nazioni,
dai vita a uomini forti in guerra: i più forti, i più grandi combattenti,
proprio come se tu cullassi di Demetra la splendida bontà
con fitti campi di grano.»
(Supplementum Hellenisticum, ed. by H. Lloyd-Jones, P. J. Parsons, Leiden, De Gruyter, 1983, pp. 268-269)
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