domenica 30 gennaio 2022

Gli incipit di alcuni poemi epici antichi

ILIADE (I, 1-7)
L'ira tu canta, o diva, del Pelide Achille
funesta, che infiniti lutti addusse
agli Achei e gettò illustre alme
d'eroi nell'Ade e ne fece pasto
ai cani ed agli uccelli - e si compiva
di Zeus la volontà -, da quando in lite
si separò l'Atride e il divo Achille.

ODISSEA (I, 1-10)
O Musa, dimmi l'uomo multiforme
che assai vagò, dopo che di Troia
la sacra rocca ebbe atterrata e molte
città d'uomini vide e ne conobbe
la mente, e sul mar soffrì dolori
nel cuor, desiderando il ritorno
per sè e i compagni, ma non lo potè
perchè essi, folli, di Elio Iperione
i buoi mangiarono e ad essi quello
tolse il dì del ritorno. Dunque, o dea,
figlia di Zeus, dicci questo ed altro.

ARGONAUTICHE (I, 1-4)
O Febo, incominciando pur da te,
io canterò i gloriosi eroi passati
che nello stretto il Ponto valicaron
e le Rupi Cianee per comando
di Pelia, alla ricerca del gran vello
dorato, imbarcati sulla Argo.

ENEIDE (I, 1-11)
Canto l'armi e l'eroe che dai lontani
lidi di Troia un dì esule venne
per suo destino in Italia e giunse
alle spiagge lavinie, dopo molto
errare in terra e in mare
per forza degli dei e per la rabbia
ineludibile di Giuno cruda,
soffrendo molto, per fondare l'Urbe
e per portar nel Lazio i numi, donde
la stirpe dei Latini e i padri Albani
e le mura di Roma. Musa, tu
ricordami le cause per cui il nume
e la regina degli dei poi voller
infliggere, ad un uomo sì insigne
per sua pietà, dolori. Tanto può
la rabbia anche negli animi divini?

METAMORFOSI (I, 1-4)
L'animo è spinto a raccontar di nuove
forme mutate; o Dei, voi che cambiate
le vostre forme, ispiratemi
a raccontar dai primordi del mondo
con l'iniziato carme mio continuo.

PUNICA (I, 1-20)  
La guerra inizio con cui degli Eneadi
la fama andò in cielo e l'orgogliosa
Cartagine si sottomise agli Itali.
Concedi, o Musa, a me di registrare
gli splendidi traguardi che raggiunse
l'Italia in giorni antichi e raccontare
di tutti quegli eroi che Roma spinse
in guerra, quando il popolo di Cadmo
ruppe il solenne patto e iniziò
la lotta pel potere; e per molto
tempo rimase incerto, in quale urbe
la Sorte avrebbe stabilito la sua sede.
Tre volte con una crudele guerra
i capi di Cartagine violaron
il loro patto col Senato e il patto
che Giove avea giurato di osservare;
e tre volte su spada senza legge
li indusse a infrangere la pace addotta.
Ma nel secondo scontro ogni nazione
si sforzò di distruggere e uccidere
la sua rivale, e quelli a cui fu data
vittoria si avvicinaron alla disfatta:
in esso un general romano prese
d'assalto di Cartagine la rocca,
il Palatino fu poi assediato
da Annibale, e poi Roma rese buona
la sua salvezza solo con le mura.
Le cause di tal rabbia assai feroce,
dell'odio mantenuto senza sosta,
la guerra, eredità da padre a figlio
e da figlio a nipote - queste le cose
che mi è permesso di svelare e di rivelare
gli scopi dei Celesti. E ora prendo
a tracciare le cause del conflitto.



Nessun commento:

Posta un commento