domenica 10 gennaio 2021

Da un'iscrizione di Delfi per Egesandro

«Divinità. [Buona fortuna]. Quando [Pisiteos figlio di Xenone] era arconte e i membri del Consiglio [per la seconda metà dell'anno Eudoco figlio di Prassia], Agesilao [figlio di Tarantino e Glauco figlio] di Xenone; [è stato risolto dalla città di Delfi, in piena assemblea] con i voti [come prescritto dalla legge: da allora. . . di Atene è sempre stato pio e santo] verso [il dio] se stesso [ed ha mostrato buona volontà e condotta onorevole nei confronti del popolo di Delfi; e ora], dopo essere arrivato nel[la nostra città, si è condotto, durante il suo soggiorno qui, in maniera fine e decorosa], degno del dio [e della sua terra e della nostra città, spendendo dalle sue risorse non una piccola] quantità sul . . . quindi con fortuna [si è risolto alla lode. . . di Atene per la sua] pietà e la santità [verso il dio, sia per la sua buona volontà e condotta onorevole verso la nostra città, sia perché ha condotto se stesso durante il suo soggiorno qui in maniera degna] del dio e della [città di] Atene [e della nostra gente; e che] la città [concede a lui e ai suoi discendenti] la prossenia, [la priorità nell'accesso al l'oracolo, la priorità nel ricevere la giustizia, inviolabilità, lo stato di theorodokos, libertà da tutte le tasse], posti a sedere privilegiato a tutti i [giochi che la città indice, il diritto per se stesso e i suoi discendenti di possedere terreni e fabbricati] e [tutti gli altri diritti che] sono concessi [ad altri prosseni e benefattori] della città; [e sono stati inviati ai suoi cari i più grandi doni di ospitalità prescritti (?)] dalla legge; ed essi sono stati invitati [al focolare pubblico nel Pritaneo]. I magistrati [devono iscrivere questo decreto] nel [posto più importante nel tempio], e se ne invia copia al popolo [di Atene, in modo che tutti possano essere a conoscenza di esso].»
(Sylloge Inscriptionum Graecarum, ed. W. Dittenberger, Lipsia, Hirzel, 1883, vol. 3, n. 654)

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